
L’emergere e il consolidamento del cosiddetto Stato moderno rappresentarono una delle caratteristiche più significative dell’inizio dell’età moderna e si svilupparono di pari passo con la nascita di sistemi fiscali e finanziari.
Questo libro esplora il caso degli Asburgo di Spagna, che governarono un vasto insieme di stati e principati nel nascente impero spagnolo. In questo volume, un gruppo di esperti storici dell’economia analizza i sistemi fiscali e finanziari creati nei diversi territori della monarchia spagnola, tra cui Castiglia, Aragona, Navarra, America Latina, Portogallo, Stati italiani e Paesi Bassi meridionali. Sebbene ciascuna componente di questa “monarchia composita” abbia faticosamente creato il proprio apparato fiscale e finanziario, si possono riscontrare interessanti analogie dietro l’apparentemente impenetrabile selva di istituzioni fiscali e finanziarie, il che indica una maggiore comunanza di quanto a volte si creda. Inoltre, l’eredità medievale di questi sistemi fiscali non precluse il cambiamento e l’evoluzione, come dimostra la massiccia espansione del credito pubblico in Portogallo e Castiglia. Tuttavia, i capitoli forniscono anche prove convincenti per mettere in discussione l’adeguatezza del paradigma dell’onnipotente Stato fiscale che domina lavori analoghi sugli imperi olandese e britannico, e dimostrano che una burocrazia fiscale e finanziaria imperiale unificata non è mai esistita. Il libro dimostra che il centro imperiale ha costantemente rispettato i privilegi e i diritti locali, negoziando al contempo le sue crescenti richieste fiscali con le diverse città, territori e corporazioni dell’Impero separatamente.
Per altre informazioni si veda il sito della casa editrice Routledge.
