
Questo articolo, pubblicato n Structural Change and Economic Dynamics, Volume 79, 2026, esamina come i processi di cambiamento strutturale abbiano rimodellato il rapporto tra accumulazione di ricchezza privata e beneficio pubblico nel XIX secolo, mettendo in discussione l’idea che queste due logiche fossero intrinsecamente in tensione. Concentrandosi sul caso dei Crivelli, un’importante famiglia aristocratica milanese, colloca il loro comportamento economico all’interno di un peculiare ethos civico e laico profondamente radicato nella mentalità, nelle pratiche e nella condotta strategica dell’élite milanese. Anziché conformarsi alla convenzionale rappresentazione delle famiglie nobiliari come distaccate o resistenti alla modernizzazione economica, i Crivelli si impegnarono attivamente nelle nuove opportunità offerte dall’industrializzazione e dallo sviluppo dei mercati finanziari, riallocando progressivamente un patrimonio originariamente basato sulla terra verso titoli societari, debito pubblico e credito privato. Lo studio ripercorre queste decisioni di investimento, le riallocazioni di portafoglio e le spese filantropiche nell’arco di mezzo secolo di profonda trasformazione istituzionale, tecnologica ed economica (1853-1901), sostenendo che le evidenze a livello micro della gestione patrimoniale da parte delle élite offrono un punto di vista privilegiato per comprendere come si sia sviluppato il cambiamento strutturale in un’economia in via di sviluppo: come i settori emergenti abbiano attratto capitali privati, come il rischio sia stato percepito e assorbito dagli attori privati e come i cambiamenti nella composizione della ricchezza a livello familiare abbiano alimentato i flussi di capitale più ampi che hanno sostenuto il lungo sviluppo ottocentesco dell’Italia. In questa prospettiva, il caso Crivelli offre un significativo, seppur storicamente localizzato, contrappunto alle interpretazioni delle élite dominanti come attori prevalentemente estrattivi, e mette in luce i meccanismi comportamentali e istituzionali attraverso i quali i cambiamenti nella distribuzione del reddito e nell’allocazione del capitale sono stati mediati all’interno di una tradizione di cittadinanza urbana impegnata e socialmente responsabile. L’articolo è scaricabile al seguente link Science Direct
