
I progressi nella produzione agricola, ottenuti dai contadini, furono il motore delle grandi conquiste della civiltà europea: l’ascesa e la caduta di Roma, l’avvento della civiltà medievale, il rovesciamento delle classi dominanti feudali in Inghilterra e nei Paesi Bassi tra il 1300 e il 1600 e l’ascesa del capitalismo. Attraverso queste rivoluzioni, i contadini conquistarono una maggiore libertà economica e politica, che sfruttarono al meglio per trarre il massimo vantaggio dalle risorse naturali e gettare così le basi per il successivo progresso della civiltà. Ma la conquista della terra, della libertà e della prosperità richiese aspre lotte da parte dei contadini contro i padroni della società che, per massimizzare la propria ricchezza e il proprio potere, cercavano di ridurre i produttori in povertà e servitù. I contadini furono decisivi: in quei paesi, come l’Inghilterra e l’Olanda, dove ottennero la libertà, rafforzarono gli abitanti delle città nella loro lotta contro i signori feudali e fecero pendere la bilancia a favore della vittoria. Dove i contadini furono sconfitti, come in Germania, lo furono anche le città; questi paesi ricaddero in altri secoli di depressione feudale. I due volumi osservano la storia dal punto di vista dei contadini e degli altri lavoratori permettendoci di comprendere perché la storia ha preso quel corso e ci prepara meglio alle battaglie che ci attendono. Per qualsiasi informazione si veda il link The Power of Peasant
