“Il Pensiero Economico Italiano”, Fabrizio Serra Editore, Pisa-Roma
Nel 2027 ricorre il centesimo anniversario dal raggiungimento di Quota 90, con riferimento al tasso di cambio che il regime fascista ambiva a conseguire contro la sterlina inglese. Una decisione assunta già a partire dall’anno precedente, il 1926, quando il tasso di cambio della lira contro sterlina era ad oltre 150. La violenta deflazione, che al di là della narrazione ufficiale era sostanzialmente strumentale ad acquisire la credibilità necessaria per poter chiedere prestiti sui mercati finanziari internazionali, fu pagata con una forte diminuzione della quota salari sul reddito, un crescente modello produttivo di import substitution, la battaglia del grano ed una significativa ristrutturazione del debito.
Il ricordo di quelle vicende intende essere l’occasione per ripercorrere le alterne scelte di politica monetaria (in un più ampio quadro di vincoli ed opportunità nazionali, europee e mondiali e del loro legame con gli altri strumenti della politica economica) assunte in Italia da quel momento fino all’avvento dell’euro, quando (almeno formalmente) la sovranità della politica monetaria si è spostata a Francoforte.
Il Pensiero economico italiano ha deciso di dedicare a questi temi un numero monografico, con l’obiettivo di ripercorrere alcuni degli episodi più caratteristici di tale evoluzione, cercando di mettere in relazione fra loro eventi, teorie economiche e scelte politiche. In questa ottica e nel rispetto del tema proposto, il numero accoglie, in uno spirito di massima inclusività, contributi dedicati a tale ricostruzione storica.
Il numero sarà curato da Marco Cini (marco.cini@unipi.it) e Fabio Masini (fabio.masini@uniroma3.it). La scadenza per la consegna dei contributi, già sottoposti a referaggio, è il 1° marzo 2027. I contributi potranno essere in italiano o inglese. Non ci sono limiti di dimensioni. Tutte le comunicazioni dovranno essere inviate ai curatori.
The year 2027 marks the centenary of the achievement of the so-called Quota 90, the exchange rate against the British pound that the Fascist regime sought to establish. The decision had already been taken the previous year, in 1926, when the lira–pound exchange rate had exceeded 150. The severe deflationary policy adopted to reach this target—beyond the official narrative—was largely instrumental in securing the credibility required to obtain loans on international financial markets. Its costs were reflected in a sharp reduction in the wage share of national income, the progressive adoption of an import-substitution development model, the Battle for Grain, and a substantial restructuring of public debt.
The centenary provides an opportunity to reconsider the evolving choices of monetary policy adopted in Italy from that moment until the advent of the euro. These developments can be understood only within a broader framework of national, European, and global constraints and opportunities, as well as in relation to the interaction between monetary policy and other instruments of economic policy. With the introduction of the euro, the sovereignty of monetary policy shifted—at least formally—to Frankfurt.
Il Pensiero economico italiano has decided to devote a special issue to these themes. The aim is to revisit some of the most significant episodes in this historical trajectory and to explore the relationships between economic events, theoretical developments, and policy choices. Within this framework, and in keeping with the proposed theme, the issue welcomes contributions that contribute to this historical reconstruction, in a spirit of broad inclusiveness.
The special issue will be edited by Marco Cini (marco.cini@unipi.it) and Fabio Masini (fabio.masini@uniroma3.it). The deadline for the submission of contributions—already peer-reviewed—is 1 March 2027. Submissions may be written in either Italian or English, and no length restrictions are imposed. All correspondence should be addressed to the editors.

